
Cosa sono le meridiane? Da Stonehenge ai giardini dei nostri giorni: una guida per principianti alla scoperta del tempo e delle meccaniche celesti
Oggi siamo così abituati a leggere l’ora che scandisce la nostra quotidianità su quadranti con numeri digitali che alcune persone faticano anche a leggere le ore sui quadranti analogici con due lancette. Eppure non è passato così tanto tempo da quando le ore venivano indicate sui quadranti delle meridiane dall’ombra dello gnomone, mossa come se fosse una lancetta dal moto apparente del sole.
L’uso delle meridiane si perde nella notte dei tempi, e oggi le meridiane realizzate ad arte tornano di attualità, non tanto per la loro incredibile precisione, quanto piuttosto per la loro capacità di svelare lo straordinario fascino delle meccaniche celesti, conferendo prestigio a qualunque ambientazione.

Origine, storia e funzionamento delle meridiane
Meridiane e strumenti analoghi sono propri di tutte le culture, in tutti i continenti. La paternità delle meridiane occidentali è ancora dibattuta tra Mesopotamia ed Egitto.
Alcuni metodi e strumenti per la misura del tempo, ovvero le prime meridiane già utilizzate nel 1500 a.C. in Mesopotamia e in Egitto, furono poi perfezionate dai greci e successivamente diffuse dai romani in tutto il loro impero.
Sembra che il primo orologio solare utilizzato a Roma fosse giunto nella capitale dopo essere stato trasportato da Catania come bottino di guerra nel 263 A.C. L’orologio, però, non segnava esattamente le ore, poiché la latitudine di Catania differisce di 5° da quella di Roma, originando di conseguenza misurazioni differenti. Plinio racconta che ci vollero 99 anni prima che ci si accorgesse dell’inesattezza e si decidesse di costruire un orologio solare progettato appositamente per Roma.

Il sistema orario: dalle origini alle meridiane “in serie”
Il sistema orario utilizzato in questi primi orologi solari aveva diversi nomi: si chiamava biblico o giudaico (dato che nella Bibbia il tempo veniva indicato con questo antico sistema orario); a ore canoniche o a ore benedettine (in quanto veniva utilizzato per scandire le preghiere nei conventi); a ore temporarie.
Questo sistema orario divideva la notte in 12 parti e il giorno in altre 12: la prima aveva inizio con il sorgere del sole e la dodicesima terminava al tramonto, sia d’estate che in inverno. Di conseguenza di giorno erano più lunghe d’estate e più corte in inverno, viceversa la notte. Una differenza minima e trascurabile per le basse latitudini mediorientali in cui questo sistema orario nacque, ma che assunse maggior rilevanza quando fu portato a latitudini più elevate: per quest’ultima ragione le ore erano chiamate anche “ore ineguali”.


Nel 1200 circa apparvero altri sistemi orari, che prevedevano 24 ore giornaliere di 60 minuti ciascuna.
Nella penisola italiana era diffusissimo il sistema orario italico, che, seguendo la tradizione biblica, poneva l’inizio e la fine del giorno (ovvero le ore 24) al tramonto del sole, sia d’inverno che in estate, seguendo giorno per giorno l’istante del tramonto lungo l’arco delle stagioni.
Questo sistema orario, che oggi può sembrare alquanto bizzarro, consentiva di conoscere quante ore di luce si avevano ancora a disposizione prima del buio: un’informazione di enorme importanza per la società di quell’epoca, praticamente ancora priva della luce artificiale e che dipendeva dai ritmi naturali del giorno e della notte.
Nel resto d’Europa veniva utilizzato il sistema orario a ore astronomiche, che divideva il giorno in ventiquattro ore, ponendo l’inizio e la fine del giorno alla mezzanotte, ovvero 12 ore dopo il transito del sole sul meridiano. In pratica il sistema orario utilizzato ancora oggi, con la correzione del tempo medio e l’adattamento ai fusi orari.
Dal XIX secolo in poi, con l’aumento dell’affidabilità degli orologi meccanici prima, e l’avvento dei fusi orari poi, seguito dall’invenzione della luce elettrica artificiale, l’utilizzo delle meridiane come orologi è venuto progressivamente meno.
Purtroppo, le meridiane avevano, e ancora hanno, un “difetto” insormontabile: per essere precise devono essere fedeli alla volta celeste che sta sopra di esse. E per far questo devono essere progettate una ad una, per le coordinate geografiche della loro specifica posizione. Un “difetto” inaccettabile per una società industriale che aveva e ha nella standardizzazione, e nella produzione in serie, uno dei suoi punti di forza.
Non potendo realizzare meridiane in serie si è pensato di replicare in serie solo l’immagine della meridiana, magari facendo in modo di “aggiustare” lo gnomone – l’asta che genera l’ombra sul quadrante – tralasciando di dire che con il variare della latitudine, varia anche il diagramma del quadrante, per non parlare della differenza di longitudine. In pratica le meridiane che generalmente si trovano in commercio, già pronte all’uso, sono opere puramente decorative che vanno bene dappertutto in quanto non funzionano correttamente da nessuna parte.
Personalmente, ritengo questo “difetto” delle meridiane il loro più grande punto di forza, dato che la loro unicità certifica senza equivoci un lavoro eseguito solo su commissione, conferendo maggior valore alla creazione di opere di pregio: realizzate artigianalmente, a mano, una per una. E che per questo possono essere personalizzate in tutti i loro aspetti: dimensioni, colori, materiali, versi, dediche e numerazioni.
Il sole non solo per indicare le ore ma per celebrare la complessità della sfera celeste

Naturalmente, il principio di funzionamento della meridiana si basa sull’apparente spostamento del sole nel cielo, il quale genera l’ombra dello gnomone (solitamente l’elemento rialzato rispetto al quadrante) che durante la giornata si muove lentamente sul quadrante, come se la meridiana fosse un orologio ad una sola lancetta – ogni spostamento del sole di un grado sul piano equatoriale corrisponde a 4 minuti della meridiana.
Questo movimento dell’ombra in alcune meridiane viene utilizzato per indicare solamente le ore, mentre in altre più elaborate, che sfruttano anche il variare dell’altezza del sole durante le diverse stagioni, viene utilizzato per indicare tanti altri sistemi orari, calendari astronomici o civili e persino linee commemorative, per chi desidera celebrare compleanni o anniversari, e diversi altri dati astronomici.

La ricchezza di questi strumenti, oltre alle meridiane da muro, si è sviluppata nei secoli con una varietà incredibile di opere da giardino. Una notevole diffusione di meridiane di ogni tipo si ebbe nel Regno Unito, testimoniata dal notevole lavoro di descrizione e catalogazione realizzato con il libro “The book of sun-dials”, pubblicato nel 1872 da Mr.s Alfred Gatty, ampliato e ripubblicato fino alla quarta edizione del 1900. Alcune di queste meridiane sono ancora oggi sono conservate nei giardini storici.

Meridiane moderne e contemporanee: nuove tipologie e nuovi utilizzi
Alle antiche meridiane si aggiungono le versioni moderne realizzate per giardini privati o pubblici.
Quindi non solo meridiane orizzontali o verticali ma anche: meridiane dotate di quadranti bifacciali o poliedriche, con le più diverse inclinazioni, con quadranti realizzati in trasparenza, oppure inclinati sul piano equatoriale, o su quello polare, realizzate su sfere armillari di tutti i tipi e dimensioni, con quadranti sferici, concavi o convessi. Insomma, nuovi strumenti e molteplici tipologie, che differiscono principalmente in base al piano su cui sono costruite, al tipo di gnomone utilizzato e ai metodi prescelti per proiettare l’ombra e leggere la luce solare.

L’uso contemporaneo delle meridiane, nonostante questi strumenti segnino ancora oggi il tempo con la precisione di un minuto, trascende il loro antico scopo pratico.
Oltre l’aspetto strettamente decorativo, il loro fascino risiede nella storia della conoscenza che ha guidato il nostro e il loro percorso di sviluppo. Se realizzate ad arte, i loro quadranti sono la proiezione matematica della volta celeste e l’ombra dello gnomone mostra sul quadrante il preciso movimento del sole nel cielo.

Perché installare una meridiana in giardino oggi
Una menzione a parte meritano le straordinarie meridiane da giardino. Estremamente versatili ed eleganti, queste meridiane possono anche essere impiegate per conferire prestigio a un centro direzionale o un luogo di rappresentanza; così come possono essere posizionate davanti ad un ingresso, al centro di un labirinto, oppure al centro di un patio o di un prato.
Nei giardini britannici – e non solo –, luoghi della casa così amati e deputati alla natura, alla bellezza, e alla cura di sé -, per esempio, l’installazione di una meridiana porta il fascino del cielo, capovolto sul quadrante come in uno specchio nel quale la precisione delle meccaniche celesti ci ricorda il valore del nostro tempo, e il diritto ad assaporare una dimensione più naturale.

Le meridiane contemporanee possono quindi essere collocate con discrezione e strategia nei giardini: tra le piante, lungo un percorso fiorito, per fornire un punto di interesse visivo; o alla fine di esso, per guidare lo sguardo attraverso linee prospettiche. Possono essere esposte in bella mostra nel punto più assolato e aperto di un giardino per catalizzare l’attenzione; oppure nel luogo più appartato di un giardino segreto, come delle opere d’arte da custodire per rivelare i segreti del tempo e del cielo solo a pochi intimi.
